| Impara meglio chi conosce 2 lingue |
| Scritto da Damiano Congiusta | |
| Venerdì 10 Luglio 2009 17:08 | |
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Oggi molti bambini, in tutto il mondo, crescono in un ambiente familiare bilingue, imparando a destreggiarsi tra la lingua del papa' e quella della mamma. Con quali conseguenze? Crescere in una famiglia in cui si parla piu' di una lingua conferisce al bambino un vantaggio cognitivo: accresce infatti alcune funzioni cognitive, le cosiddette funzioni esecutive, ovvero quei processi fondamentali per eseguire ciascun tipo di compito, non solo verbale. Parliamo di quei processi cognitivi determinanti per gestire e pianificare attivita', che permettono di coordinare delle azioni e inibirne delle altre, spostando l'attenzione da un aspetto a un altro a seconda del compito da eseguire. Queste le conclusioni di uno studio condotto da Jacques Mehler insieme ad Agnes Melinda Kovacs della Scuola internazionale superiore di studi avanzati di Trieste. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Science. "Ancora prima di iniziare a parlare, un bambino che e' esposto a due idiomi fin dalla nascita sa distinguere la lingua materna da quella paterna e riesce ad apprendere regolarita' linguistiche piu' velocemente di un bambino monolingue", ha detto Mehler, direttore del Laboratorio 'Linguaggio, cognizione e sviluppo' della Sissa. "Il cervello di un bambino esposto a due lingue - ha aggiunto - e' piu' duttile perche' e' allenato a distinguere gli stimoli verbali della lingua paterna da quelli della lingua materna, senza che le due lingue interferiscano tra loro. Questo non significa che sia piu' intelligente, ma come un maestro di scacchi e' piu' veloce di un neofita nel memorizzare diverse configurazioni sulla scacchiera, cosi' un bilingue e' in grado di acquisire piu' velocemente e distinguere diverse strutture linguistiche rispetto a un coetaneo monolingue. Perche' e' allenato a farlo. E il suo sviluppo cognitivo ne trae vantaggio. Insomma, se un bambino cresce fin dalla culla in un ambiente bilingue apprendera' in maniera naturale due differenti idiomi grazie a una proprieta' generale del cervello, la plasticita'. E grazie alla ricchezza dell'ambiente linguistico, migliorano alcuni meccanismi di apprendimento. Il bilinguismo infatti e' positivo per lo sviluppo cognitivo. Ma cio' non vuol dire che bisogna forzare l'apprendimento di una seconda lingua per rendere tutti i bambini dei bilingui". I neuroscienziati della Sissa hanno realizzato in laboratorio una serie di esperimenti con bambini di 12 mesi - meta' bilingui, meta' monolingui - impegnandoli in un compito che richiede il controllo delle funzioni esecutive, in modo da poter confrontare la loro performance, e verificare se i bilingui sono effettivamente piu' bravi nell'apprendere simultaneamente diverse strutture linguistiche. Nella situazione sperimentale, ai bambini sono stati presentati stimoli verbali diversi. Ovvero sequenze trisillabiche aventi differenti strutture: alcune dalla struttura linguistica 'Aba', come 'lobalo' o 'mubamu', in cui la prima sillaba e' diversa dalla seconda, ma e' uguale alla terza, altre invece dalla struttura linguistica 'Aab', come per esempio 'loloba' e 'mimifu', in cui la prima sillaba e' uguale alla seconda, che e' diversa dalla terza. Subito dopo l'ascolto dello stimolo sonoro, sullo schermo appariva un pupazzo: a sinistra se la struttura era del tipo Aab, a destra se era del tipo 'Aba '. L'esperimento era finalizzato a testare la capacita' dei bambini di anticipare il lato dello schermo cui sarebbe apparso il pupazzo in seguito allo stimolo sonoro. Per riuscire correttamente nel compito, dunque, i bambini dovevano cogliere le regolarita' strutturali presenti negli stimoli verbali e associare a ciascuna struttura linguistica un lato dello schermo su cui spostare lo sguardo. "Abbiamo constatato - ha commentato Mehler - che il bambino bilingue apprende con maggiore facilita' due strutture linguistiche simultaneamente e riesce a reagire al cambiamento di situazione. I bambini cresciuti in un ambiente bilingue si sono rivelati infatti piu' capaci dei loro coetanei monolingui nel prevedere il lato dello schermo dove sarebbe comparso il pupazzo subito dopo aver ascoltato gli stimoli sonori. I bambini monolingui, invece, sono riusciti a eseguire il compito correttamente solo con una struttura, la struttura verbale Aab". Il vantaggio dei bambini bilingui puo' essere ricondotto alle abilita' di selezionare e monitorare gli stimoli, che li rende capaci di prendere in considerazione solo cio' che ha importanza in un determinato contesto. Come in fondo fanno gli adulti bilingui: devono di volta in volta accendere l'interruttore di una lingua e spegnere l'altra, al fine di parlare quella piu' appropriata allo scopo. Per chi cresce imparando due lingue, passare da una all'altra e' naturale. "I bambini che crescono in una famiglia in cui non si parla una sola lingua, riescono a monitorare piu' velocemente differenti stimoli linguistici ancora prima di imparare a parlare, e cosi' riescono ad apprendere le proprieta' fondamentali della lingua di entrambi i genitori. Cosi' da poter gestire senza difficolta' due idiomi diversi. Infatti, anche se un bambino bilingue grosso modo deve imparare il doppio dei vocaboli rispetto a un suo coetaneo monolingue, perche' deve apprendere due lingue anziche' una, non manifesta alcun ritardo nello sviluppo delle capacita' linguistiche. E produrra' le sue prime parole come i bambini monolingui: la prima parola indicativamente intorno a un anno, fino a produrne una quindicina intorno ai diciotto mesi di vita". |