| Italiano terza lingua tradotta in ebraico |
| Scritto da Valentina Auricchio | |
| Mercoledì 26 Novembre 2008 13:22 | |
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Si può parlare di un vero e proprio "abbraccio letterario" tra Italia e Israele. La nostra lingua, infatti, è la terza tradotta in ebraico, preceduta soltanto dall'inglese e dal tedesco. Questa la novità che si propongono di presentare i 'Dialoghi letterari' tra scrittori delle due nazioni in programma da domani a Gerusalemme alla presenza del presidente Giorgio Napolitano - in visita di Stato da stasera in Israele - e del presidente dello Stato ebraico Shimon Peres. "Un dato che indica - ha detto in conferenza stampa Simonetta Della Seta, direttore dell'istituto italiano di cultura di Tel Aviv - un parallelismo profondo tra le due letterature. Saranno oltre 60 gli scrittori dei due paesi a confrontarsi sul tema dell'incontro: Letteratura e Impegno". Nili Coen, direttore del Centro di Traduzione letteraria ebraica, ha sottolineato che sono già più di 400 i libri di autori israeliani proposti in Italia. "La prima opera italiana tradotta in ebraico - ha aggiunto - era una raccolta di poesie proposta nel 1910 da Bialik, uno dei massimi poeti ebraici, mentre il primo libro di narrativa è del 1935". Eli Amir - è apparsa in questi giorni la sua 'Jasmine' per Einaudi - ha evidenziato le assonanze tra le due letterature "basate sull'indole molto simile tra italiani e israeliani". E Alessandro Piperno - il cui 'Con le peggiori intenzioni' è appena uscito in Israele - ha parlato della sorta di "invidia" provata dagli scrittori italiani nei confronti della letteratura israeliana. I 'Dialoghi' saranno riproposti a Roma a cura della Casa delle Letterature, "un modo - ha detto Ida Maria Gaeta - per continuare a parlare di scrittori tra i più interessanti degli ultimi anni". Fonte: fondazioneitaliani |