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Le parole straniere piu' inopportune
Scritto da Damiano Congiusta   
Martedì 23 Settembre 2008 16:33
Apprezzato relax in sgradito weekend. Con questo titolo ad effetto si potrebbero riassume i risultati del curioso sondaggio svolto dalla società Dante Alighieri, al fine di precisare la percezione delle parole straniere più spiacevoli per sostituire quelle nazionali.
Sulla base dei voti raccolti, emerge infatti che la traduzione inglese di “fine settimana” è per il momento il lemma più mal sopportato dai nostri connazionali (12% delle preferenze), seguito dal semplicissimo - ma evidentemente troppo poco tradizionale - ok (10%) e dai termini tecnici welfare e briefing. E se in effetti è condivisibile la perplessità sull'uso esagerato di sostantivi pretenziosi come location e devolution al posto di validi sinonimi come "sito”, “luogo”, “collocazione” o “decentramento”, pare forse eccessiva la lamentela relativa anche a sostantivi di più difficile sostitutuzione come computer (2%) e shampoo (1%); a meno di volere usare locuzioni del tipo “elaboratore elettronico” e “lozione per lavare i capelli”, come a loro modo insistono a fare gli autarchici puristi francesi. 

Tramite il sito internet www.ladante.it, lo storico ente per la tutela e diffusione dell'italiano nel mondo gioca questa provocazione, offrendo agli ospiti la possibilità di indicare - tra 90 possibili scelte - il lemma ritenuto “più inopportuno” tra quelli maggiormente diffusi.
Potenza del capitalismo globale, risultano peraltro piuttosto ben accette parole di derivazione economica come performance, business, management; e, appunto, relax. 

Perché va bene l'autosufficienza linguistica, ma quando si tratta di soldi non è il caso di sottilizzare troppo. Sperando magari in una pausa dal lavoro; pardon, in un momento di relax.
Fonte: voceditalia